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PARABOLA SOLARE. Già in antichità, si narra che Archimede da Siracusa riuscì a respingere i Romani, che tentavano di assediare dal mare la città sicula, attraverso l'uso di rudimentali concentratori solari ottenuti da scudi in bronzo levigati. Soprattutto tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 molte furono le macchine realizzate con sistemi a concentrazione solare. Questo positivo approccio verso una utilizzazione estensiva dell'energia solare tuttavia si bloccò a causa dell'avvento del petrolio e della I Guerra Mondiale, per poi riprendere corpo nei primi anni '70 in seguito alla crisi petrolifera del Kippur. A tutt'oggi si sta passando da una fase di sperimentazione ad una di pre-commercializzazione di impianti CSP, prevalentemente per la produzione di energia elettrica. Si sta anche affermando una nuova classe di impianti a concentrazione detti CPV (dall'inglese concentrated photovoltaics) in grado di sfruttare al meglio e rendere vantaggioso l'impiego di celle ad altissima efficienza come le celle multigiunzione.Il cilindro parabolico è una tecnologia che utilizza l'energia solare per ottenere temperature di 200°-300° C. Con dette temperature, si può produrre acqua calda per uso domestico e per integrazione al riscaldamento. È pure possibile fare funzionare un motore Stirling per la produzione di energia. Il calore infatti fa espandere un gas che spinge un pistone, che a sua volta aziona il compressore. Per ottenere le cosiddette medie temperature (100-300 °C), bisogna concentrare i raggi su una caldaia tubolare, per mezzo di specchi curvi o strisce di specchi. La caldaia tubolare, è preferibile costruirla sottovuoto e proteggerla col vetro piran. Per contenere l'energia di funzionamento, è necessario far coincidere il fuoco della parabola con il baricentro della struttura, onde ridurre al massimo la forza necessaria per la rotazione. Il cilindro parabolico è costituito da: una superficie a specchio, cioè una struttura ricurva rivestita di specchi; una caldaia, costituita da un tubo disposto lungo il fuoco della parabola, al cui interno scorre aria o acqua, che viene riscaldata dal calore dei raggi; un meccanismo di puntamento, che fa ruotare l'apparecchio per seguire il corso del Sole, tramite due rivelatori di luce, che in contrasto tra loro, danno il consenso al corretto puntamento. Col cilindro parabolico, rispetto ai pannelli piani, si hanno alcuni vantaggi:Il primo, che con l'inseguimento costante del sole, rispetto alla superficie fissa, si ha una superficie esposta al sole di circa il 53 % in più. Il secondo, che più distanti si opera dalla temperatura di saturazione, maggiore è la resa. Il terzo, il rinnovo o manutenzione del sistema, è poco oneroso. Ossia, cambiando caldaia tubolare e superficie riflettente ogni 10-12 anni si rimette a nuovo il cilindro parabolico a spesa modica.La Bioxen, sotto specifica richiesta del cliente, è in grado di effettuare un sopralluogo e delle analisi tecniche, prima di procedere all'investimento. L'offerta Bioxen si muove a 360° nel settore energie rinnovabili(biomassa, gassificazione, caldaie, fotovoltaico, eolico, ecc.)dando così la possibilità all'acquirente di decidere in tutta tranquillità e per il meglio, su di un ivestimento che sposerà per almeno 20 anni. |
SCHEDE TECNICHE
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