L'uso del legno per l'evoluzione della civilta’ umana e’ legato alla creazione del fuoco e al suo utilizzo come legna da ardere, che permise agli uomini preistorici di cucinare, scaldarsi e difendersi dagli animali. Il suo utilizzo come fonte energetica e’ continuato per tutta la storia dell'umanità fino a tutto il XVIII secolo, quando la legna da ardere comincio’ ad essere sostituita dal carbone, dal potere calorifico più elevato. La legna da ardere e’ tuttora usata in molte abitazioni per il riscaldamento. Se bruciata nelle efficienti stufe moderne e prelevata da foreste appositamente coltivate, la legna da ardere puo’ essere vista come un'ottima fonte di energia rinnovabile. La legna verde (appena tagliata) ha un contenuto di acqua elevato, che la rende pesante e piu’ difficile al fuoco. L’ideale sarebbe far stagionare la propria legna da ardere per un periodo minimo di 9 mesi e fino ai 2 anni. Un legno ben stagionato perde oltre il 60% della propria umidita’, acquisendo per questo un maggiore potere calorico ed una maggiore maneggevolezza. Un legno verde ha un’umidita’ che puo’ arrivare fino al 75% della propria massa, viene considerato "secco" solo quando questo livello si abbassa al 15-20%. Il perche’ sia importante un basso tasso di umidita’ per aumentare il potere calorico della legna da ardere e’ presto detto: con un elevata presenza di acqua, parte del calore sprigionato nella combustione viene impiegato per far evaporare l’acqua.

 

 

 
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