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Il cippato di legno Il cippato propriamente detto è ottenuto con l’azione di taglio ed è di forma regolare, pezzatura fine (indicativamente 20 x 40 x 40 mm) e più o meno omogenea. Quello ottenuto per sfibratura è invece grossolano, di forma allungata e piuttosto irregolare, conservandosi in parte la struttura originale dei tessuti legnosi. Le caratteristiche morfometriche del cippato dipendono comunque non solo dal tipo di azione meccanica (taglio o sfibratura), ma anche dal materiale di partenza e dal tipo di macchina impiegata. I parametri utili per la caratterizzazione morfometrica del cippato di legno sono la composizione, le dimensioni e la specie legnosa(C23). CIPPATO VERDE, contenente anche fogliame (soprattutto aghi), in quanto ottenuto dalla riduzione in cips di piante intere o di porzioni della chioma. La presenza di aghi nel cippato comporta una maggiore umidità e rende il materiale più soggetto a fenomeni indesiderati di compattamento all’interno dei silos. Se il cippato è ottenuto da piante intere, la quota parte di aghi è comunque piuttosto ridotta: a titolo di esempio, 1 m³ di cippato ottenuto dalla sminuzzatura di piante intere di pino silvestre con diametro a petto d’uomo di 10–15 cm è composto per il 79% da legno, il 13% da corteccia, il 4% da aghi e il restante 4% da impurità. La presenza di aghi o foglie verdi è indice di materiale prodotto in foresta e ottenuto da piante sminuzzate subito dopo l’abbattimento, e quindi assai ricco di umidità indipendentemente dalla presenza o meno di fogliame |
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